Description
Post seconda guerra mondiale la produzione dell’olio nel territorio di Acquaviva è stata contesa tra le cooperative bianche di orientamento politico democristiano e le cooperative rosse di orientamento politico socialista. In funzione di questa rivalità sulle ideologie politiche, alla fine degli anni cinquanta, l’avvocato Vito Giorgio (cooperative bianche) ha fondato l’oleificio intercomunale mentre l’avvocato Carrozzo e il signor Pinuccio Ieva (cooperative rosse) hanno fondato, in onore del cooperatore Casalini, l’oleificio “Casalini”. Qualche anno dopo, spinti dal desiderio di rinnovamento, le due cooperative si sono unite per poter garantire maggiori vantaggi per tutti i soci. Nella prima metà degli anni 80 con il presidente Michele Ciccarone c’è stato un forte rinnovamento che ha portato la riduzione di manodopera fino a tre operai a favore di macchinari che garantivano procedimenti semplificati e più efficaci (eliminate le presse e lasciate le macine per l’introduzione di nuove gramole); questo rinnovamento ha costituito un vantaggio economico diminuendo i costi e aumentando i guadagni.
Ma nell’arco di pochi anni, a causa delle riduzioni dei contributi dell’Europa per la produzione delle olive, molti soci hanno preferito non dare il proprio raccolto direttamente alla cooperativa ma immetterlo sul mercato attraverso altre vie maggiormente remunerative. Questa poca collaborazione ha portato pian piano alla chiusura dell’oleificio avvenuta definitivamente alla fine degli anni Ottanta.
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